Nelle settimane in cui il caldo
eccezionale di questa estate continua a spostare verso l’alta
quota il turismo e l’escursionismo, gli oltre 2.000 chilometri
di sentieri delle montagne biellesi possono contare su una rete
di sicurezza che – fa sapere l’Asl di Biella – “costituisce un
primato in Europa”. Con la dotazione degli ultimi rifugi,
completata a fine maggio di quest’anno, le 15 strutture biellesi
– compresi il Quintino Sella e il Vittorio Sella, collocati in
territorio valdostano ma di proprietà del Cai Biella – sono oggi
presìdi cardioprotetti, grazie all’addestramento del personale
alle manovre di rianimazione cardio polmonare e all’utilizzo di
un defibrillatore semiautomatico ad alta tecnologia, censito e
mappato dal sistema di emergenza 112.
Il dispositivo è inoltre mantenuto in efficienza attraverso
il controllo da remoto tramite una piattaforma che ne consente
il monitoraggio e anche il collegamento in rete con l’Ospedale
di Biella. L’elemento realmente innovativo del progetto ‘Con il
cuore nei rifugi biellesi’ non è solo la presenza del
defibrillatore semiautomatico ad alta tecnologia, ma la sua
integrazione nella catena del soccorso. I dispositivi installati
nei rifugi sono in grado di ‘dialogare’ con la rete
intraospedaliera.
“Questo progetto – fa sapere l’Asl Bi in una nota –
rappresenta di fatto il primo caso, perlomeno a livello europeo,
di dati clinici trasmessi in una situazione di emergenza da
parte di personale laico ad una struttura ospedaliera”. Il
riconoscimento a livello scientifico più significativo è atteso
per settembre: un lavoro dedicato all’esperienza biellese è
stato accettato al congresso europeo Erc – Resuscitation 2026,
in programma a Milano.
“La sicurezza non è un dettaglio: è la condizione che
permette ai territori di continuare a essere vivi, attrattivi e
accoglienti”, commentano l’assessore regionale alla Sanità del
Piemonte, Federico Riboldi, e l’assessore regionale allo
Sviluppo e alla promozione della montagna, Marco Gallo.
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