Il regista dissidente Jafar Panahi è
rientrato in Iran, secondo quanto riferito al canale satellitare
internazionale Iran International “da fonti attendibili”, spiega
la testata giornalistica.
Panahi sarebbe tornato nel suo Paese “martedì via terra,
passando per la Turchia, viste le restrizioni sui voli, hanno
precisato le fonti”. Il cineasta, che negli ultimi mesi è stato
impegnato nel tour promozionale in vari Paesi per Un semplice
incidente, con cui ha vinto nel 2025 la Palma d’oro a Cannes ed
è stato candidato quest’anno all’Oscar per il miglior film
internazionale, aveva manifestato più volte la volontà di
tornare in Iran nonostante i potenziali rischi. Panahi, che ha
più volte denunciato, anche attraverso i suoi film, girati
spesso in clandestinità, gli abusi del regime nel suo Paese, ha
subito dalle autorità iraniane varie restrizioni e condanne
(l’ultima è arrivata a dicembre, in contumacia ‘per attività di
propaganda contro lo Stato’) ed ha anche passato un periodo in
carcere.
Intanto France Presse riporta che in Iran hanno arrestato
l’avvocata per i diritti umani Nasrin Sotoudeh, vincitrice di
numerosi premi. Lo avrebbe riferito la figlia della donna,
vincitrice di premi come il Premio Sakharov del Parlamento
europeo nel 2012 e il Right Livelihood Award nel 2020 e comparsa
anche come passeggera nel film del 2015 di Panahi “Taxi Tehran”.
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