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I numeri degli Oscar 2026 da Autumn Durald Arkapaw all’ex aequo

di Il Corriere Cultura - Redazione
17/03/2026
I numeri degli Oscar 2026 da Autumn Durald Arkapaw all’ex aequo

(di Francesca Pierleoni)
L’Oscar a Autumn Durald Arkapaw per
Sinners – I peccatori, prima donna a vincere la statuetta come
direttrice della fotografia (la cinematographer è stata anche la
prima donna di colore nominata in questa categoria) è
sicuramente la prima volta che più resterà nella storia degli
Academy Awards, ma come in edizione, non mancano curiosità,
record, momenti unici. Eccone qualcuna riassunta in numeri.
   
Jessie Buckley, prima irlandese Oscar come migliore attrice
protagonista. Prima di lei in 98 anni solo due altre interpreti
dell”isola verde’ erano state nominate per questa statuetta:
Saoirse Ronan: candidata tre volte, per Brooklyn (2015), Lady
Bird (2017) e Piccole donne (2019) e Ruth Negga (etiope
naturalizzata irlandese) per Loving – L’amore deve nascere
libero (2016).
   
Michael B. Jordan, sesto attore afroamericano a vincere come
migliore protagonista. L’interprete di Sinners, come ha
ricordato anche nel suo discorso, è stato preceduto nella stessa
categoria da Sidney Poitier con I gigli del campo (1963);
Denzel Washington con Training Day (2001); Jamie Foxx con Ray
(2004); Forest Whitaker per L’ultimo re di Scozia (2006) e Will
Smith per Una famiglia vincente – King Richard )2020: Jordan è
anche il primo attore a vincere la statuetta interpretando due
gemelli.
   
Sean Penn (che con l’assenza in sala di stavolta ha fatto
salire a quattro le volte, su sei candidature, in cui non è
andato alla cerimonia) entra nel club degli attori e attrici con
tre Oscar per la recitazione. La vittoria come non protagonista
per Una battaglia dopo l’altra, dopo quelle ottenute nel 2004
per Mystic River e nel 2009 per Milk, lo porta a eguagliare il
record di Ingrid Bergman, Katharine Hepburn, Walter Brennan,
Jack Nicholson, Meryl Streep, Daniel Day Lewis, Frances
McDormand.
   
Amy Madigan, prima attrice a vincere a 40 anni di distanza
dalla prima nomination. La grande interprete che era stata
candidata nel 1986 per Due volte nella vita, conquistando la
statuetta come non protagonista per Weapons ha infranto il
record prima stabilito da Geraldine Page che con In viaggio
verso Bountiful nel 1986 aveva vinto per la prima volta la
statuetta, all’ottava candidatura, 32 anni dopo la sua prima
nomination ottenuta nel 1954 con Hondo.
   
Cassandra Kulukundis con Una battaglia dopo l’altra è la
prima vincitrice dell’Oscar per il miglior casting, categoria
introdotta per quest’edizione. La statuetta corona anche il
lungo sodalizio con Paul Thomas Anderson (dieci film insieme).
   
Il cineasta, che ha conquistato tre Academy Award (come regista,
per la sceneggiatura e per il miglior film) era già stato
nominato 11 volte in varie categorie senza aver mai vinto.
KPop Demon Hunters, primo film animato non Pixar/Disney a
vincere in più categorie. Con i suoi due Oscar come miglior film
d’animazione e per la canzone originale, Golden, il primo brano
Kpop a vincere la statuetta.
   
Il settimo ex aequo. La doppia vittoria nella categoria dei
corti live action, andata a Two People Exchanging Saliva di
Natalie Musteata e Alexandre Singh (che ha tra i produttori di
minoranza l’italiana Valentina Merli) e The Singers di Sam A.
   
Davis segna la settima volta di un ex aequo agli Oscar. Quelli
precedenti sono avvenuti nel 1932, tra Fredric March e Wallace
Beery come migliori attori per Dr. Jekyll e Mr. Hyde e The
Champ; nel 1949, tra i corti documentari A Chance to Live e So
Much for So Little; nel 1968, come migliori attrici tra
Katharine Hepburn per Il leone d’inverno e Barbra Streisand per
Funny Girl; nel 1986, tra i documentari Artie Shaw: Time Is All
You’ve Got e Down and Out in America; nel 1994, sempre per i
corti live action, tra Franz Kafka’s It’s a Wonderful Life e
Trevor; nel 2012, con L’Oscar per il miglior sonoro a Skyfall e
Zero Dark Thirty.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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