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Home Cultura

Oscar blindati, cordone di sicurezza attorno al Dolby

di Il Corriere Cultura - Redazione
15/03/2026

Con due presenze iraniane “forti” sul red carpet ma anche un paio di assenze eccellenti le guerre in Medioriente dopo i raid di Usa e Israele in Iran sono l’elefante nella stanza agli Oscar: un grande evento che – come per gli incendi di Los Angeles l’anno scorso – rende evidente il contrasto tra la gravità della situazione internazionale e la natura celebrativa dei premi. Ci saranno, sulla passerella quest’anno rosso sangue che precede la cerimonia (in diretta sulla Abc e in Italia sulla Rai), il regista dissidente Jafar Panahi di Un Semplice Incidente e i documentaristi di Scalfire la Roccia, Sara Khaki and Mohammadreza Eyni.
Non pero’, per ragioni di visti e di blocco dei viaggi, Sara Shahverdi, la levatrice in motocicletta al centro del documentario, assente come l’attore palestinese Motaz Malhees, protagonista di La Voce di Hind Rajab in corsa per il Miglior Film straniero: “Non mi permettono di entrare negli Usa perché sono palestinese”, ha reso noto: “Fa male, ma non fermeranno la nostra storia”. Proteste sono state messe in programma nella giornata di domani sia a favore che contro i raid. Quanto a Conan O’Brien, il conduttore della notte delle stelle, trovare l’equilibrio tra toni leggeri e consapevolezza della realtà fa parte del suo ruolo.

“Ci stiamo lavorando”, ha detto, evocando le battute agli Oscar del suo predecessore Johnny Carson quando era in corso la crisi degli ostaggi in Iran: “Cerco sempre di muovermi su una linea sottile tra divertire il pubblico e riconoscere le realtà che ci circondano”, ha detto in conferenza stampa. Sono passati oltre 20 anni dall’ultima volta che lo show degli Oscar e’ andato avanti con gli Stati Uniti sul punto di entrare in guerra in Medio Oriente. Nel 2003, la cerimonia all’allora Kodak Theatre si tenne tre giorni dopo l’invasione dell’Iraq da parte delle truppe Usa, facendo crescere le preoccupazioni per la sicurezza attorno alla soirée più importante di Hollywood. Stavolta — con le tensioni causate non solo dall’Iran ma anche dalla sparatoria in un’università della Virginia e un attacco a una sinagoga nel Michigan — le misure saranno ancora più rigide, anche se finora non esistono minacce credibili contro la notte delle stelle. Si sta comunque predisponendo un perimetro di sicurezza di oltre un chilometro attorno al Dolby.
Agenzie federali e locali, che collaborano con la Joint Terrorism Task Force, stanno monitorando i social e raccogliendo informazioni per prevenire eventuali rischi per la sicurezza con unità Swat del Dipartimento di Polizia di Los Angeles, squadre antibomba e tiratori scelti. Negli ultimi anni il dipartimento ha creato un’unità specializzata per la gestione dei grandi eventi e oggi agli Oscar viene impiegato un numero molto maggiore di agenti rispetto al passato, ha spiegato il capitano del Lapd Mike Bland: “La sicurezza è più elevata rispetto agli anni precedenti non solo per gli eventi in corso, ma anche per ciò che è accaduto negli ultimi anni”, ha dichiarato. Sebbene le agenzie federali e locali non rendano pubblici tutti i dettagli delle misure adottate, fonti hanno riferito al Los Angeles Times che persino l’aria attorno all’evento viene da giorni costantemente monitorata per individuare eventuali pericoli, inclusa la presenza di radiazioni.

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