Celebrare il centoduesimo
anniversario della nascita di Franco Basaglia e ribadire il
valore dell’umanizzazione delle cure nella salute mentale. Le
pareti della Comunità Basaglia di Salone, nella Asl Roma 2, si
sono trasformate oggi in uno spazio di racconto e condivisione
con l’inaugurazione di un murale dedicato al medico che
rivoluzionò la psichiatria italiana, abolendo i manicomi.
L’opera, firmata da Diavù, maestro della street art
internazionale e fondatore del MURo, Museo di Urban Art di Roma,
nasce come espressione di un percorso collettivo che ha
coinvolto direttamente gli ospiti della comunità e il personale
che vi opera ogni giorno. L’intervento artistico non ha assunto
soltanto un valore estetico, ma è entrato nel cuore del progetto
terapeutico della struttura, diventando un segno visibile di
partecipazione e rinascita.
“Il lavoro eseguito con il murale con un artista di fama
internazionale ha smosso la curiosità al punto da far giungere,
da parte degli utenti, la richiesta di visita di mostre
culturali al centro di Roma”, racconta Emanuele Caroppo,
direttore sostituto della Uoc Salute mentale 6 Distretto.
“L’iniziativa – spiega il direttore del Dipartimento di
Salute mentale dell’Asl Roma 2, Massimo Cozza – si inserisce nel
quadro di un più ampio recupero della memoria storica legata
alla stagione di cambiamento aperta da Basaglia e da Franca
Ongaro, sua moglie, figura centrale, ma poco nota, del dibattito
che accompagnò la trasformazione delle istituzioni psichiatriche
italiane. A concludere gli interventi è stato l’assessore
regionale all’Inclusione sociale e Servizi alla persona,
Massimiliano Maselli. “L’obiettivo – ha detto – non deve essere
soltanto curare, ma recuperare la persona attraverso percorsi
complessi che portino all’inclusione lavorativa, condizione
essenziale per l’inclusione sociale e per l’autonomia
abitativa”.
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