Migliorare la sopravvivenza a lungo
termine degli organi trapiantati, senza che si debbano assumere
farmaci antirigetto per tutta la vita. È questo l’obiettivo
dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri, sostenuto
dalla Fondazione Bcc Milano con un contributo complessivo di
900.000 euro in 3 anni destinato a progetti nel campo dei
trapianti di organi solidi.
La chirurgia del trapianto ha fatto passi avanti enormi: la
sopravvivenza di rene, cuore e fegato a cinque anni
dall’intervento chirurgico è molto buona, si va dall’80% al 90%.
Quello che preoccupa ammalati, medici e ricercatori sono però i
risultati a lungo termine. Questo perché l’organismo tenderebbe
naturalmente a rigettare l’organo trapiantato che percepisce
come estraneo; per questo è necessario ricorrere all’impiego di
farmaci che tengono a bada il sistema immune per proteggere gli
organi dal rigetto ma al tempo stesso aumentano il rischio di
infezioni, tumori, diabete e problemi cardiovascolari. E, nel
tempo, non riescono comunque a prevenire il rigetto cronico, che
può compromettere la funzione dell’organo trapiantato.
Il laboratorio di immunologia del trapianto dell’Istituto
Mario Negri ha già raggiunto traguardi importanti grazie anche
all’impiego di cellule staminali capaci di creare un ambiente
‘tollerogenico’: almeno due pazienti, coinvolti in uno studio
clinico oggi concluso, vivono da tempo senza una forma di
rigetto. Oggi, la ricerca dell’Istituto prosegue con un nuovo
approccio basato sulla nanomedicina, con l’obiettivo di
sviluppare una forma innovativa di immunoterapia capace di
indurre tolleranza senza indebolire le difese dell’organismo.
“Grazie al generoso sostegno della Fondazione BCC Milano –
spiega Giuseppe Remuzzi, direttore del Mario Negri – possiamo
continuare a lavorare con l’obiettivo di indurre tolleranza.
Vogliamo che sia possibile arrivare un giorno non troppo lontano
ad avere un trapianto senza rigetto e senza necessità di
ricorrere alla terapia immunosoppressiva”.
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