Il litio, un farmaco usato da decenni per curare i disturbi dell’umore, potrebbe aiutare le persone che manifestano i primi sintomi di declino cognitivo a preservare la capacità di ricordare le parole o le frasi. È il dato che emerge da una piccola sperimentazione condotta da ricercatori dell’University of Pittsburgh e pubblicato sulla rivista JAMA Neurology.
“La carenza di litio dovuta al suo ‘sequestro’ da parte delle placche amiloidi, potrebbe essere alla base della neurodegenerazione della malattia di Alzheimer”, spiegano i ricercatori. Da qui l’idea che la somministrazione della sostanza possa proteggere dalla demenza.
“In uno studio precedente avevamo osservato che gli anziani con disturbo bipolare che assumono litio a lungo termine tendono a mostrare indicatori di migliore integrità cerebrale”, ha spiegato in una nota il primo firmatario dello studio Ariel G.
Gildengers. “La nuova domanda era se quegli apparenti effetti neuroprotettivi potessero estendersi oltre i disturbi dell’umore e se potessimo testare rigorosamente il litio in uno studio clinico prospettico”.
Il nuovo studio ha coinvolto 80 persone con declino cognitivo lieve, che hanno assunto il litio a bassi dosaggi o un placebo e che, dopo 2 anni, sono stati poi sottoposti a esami per verificare la progressione del declino cognitivo.
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