Ogni neonato fragile porta con sé
una promessa: la capacità di cambiare traiettoria, se si
interviene al momento giusto. È il messaggio al centro del
convegno nazionale “Prevenire, Proteggere e ‘Riparare’ in
Neonatologia”, in programma all’Nh Collection Torino Santo
Stefano sotto la presidenza di Alessandra Coscia, responsabile
della Neonatologia Universitaria della Città della Salute e
della Scienza di Torino.
Per la prima volta in Italia, un evento scientifico riunisce
in un’unica visione le tre azioni chiave indicate dalla ricerca
nei primi mille giorni di vita – prevenzione, protezione e
riparazione – la fase in cui il cervello del neonato esprime la
massima plasticità. Dalla terapia intensiva al rientro a casa,
ogni scelta può incidere sulla salute futura.
“Abbiamo capito che essere fragili significa anche essere
plastici. Il nostro compito è trasformare questa vulnerabilità
in opportunità, con un approccio che non può più essere
frammentato: dalla neuroprotezione alla nutrizione, dalla
ventilazione protettiva al coinvolgimento diretto dei genitori
attraverso la Kangaroo Care, fino alla dimissione protetta e al
follow-up a domicilio” spiega la presidente Coscia.
Il programma affronta screening neonatali, prevenzione delle
infezioni, banche del latte umano, nuovi standard europei di
cura e il paradigma One Health applicato alla neonatologia. Il
convegno, patrocinato dalla Società Italiana di Neonatologia e
dalla Società Italiana di Pediatria, coinvolge specialisti di
diverse discipline e, nella giornata conclusiva, anche i
pediatri del territorio. Al tavolo siedono insieme neonatologi,
pediatri, infermieri, ostetriche, psicologi, fisioterapisti,
terapisti della neuropsicomotricità e biologi, affiancati da
istituzioni universitarie e società scientifiche nazionali e
internazionali. Un’équipe allargata che supera i confini della
singola disciplina perché, quando si tratta di un neonato
prematuro, nessuna competenza da sola è sufficiente.
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