La grande scrittrice indiana
Arundhati Roy ha deciso di rinunciare alla sua partecipazione
alla Berlinale 2026 (12 – 22 febbraio) in polemica con i
commenti del presidente della giuria Wim Wenders nella
conferenza stampa d’apertura, sul conflitto a Gaza e sul ruolo
dei registi nell’affrontare temi politici.
Per il regista di Al di là delle nuvole i cineasti
dovrebbero “stare fuori dalla politica perché se realizziamo
film che sono espressamente politici, entriamo in quel campo”. I
registi per lui invece dovrebbero essere “il contrappeso,
l’opposto della politica. Dobbiamo fare il lavoro delle persone,
non quello dei politici”. Frasi che hanno “scioccato e
disgustato” l’autrice indiana, che avrebbe dovuto essere al
festival per la proiezione della versione restaurata di In Which
Annie Gives It Those Ones, un film tv anglo indiano del 1989,
scritto e interpretato da Arundhati Roy, per la regia di Pradip
Krishen. “Sentirli dire che l’arte non dovrebbe essere politica
mi ha lasciato a bocca aperta – ha commentato l’autrice di Il
dio delle piccole cose in una dichiarazione alla testata indiana
The Wire -. È un modo per chiudere un dibattito su un crimine
contro l’umanità, proprio mentre si sta svolgendo davanti ai
nostri occhi in tempo reale, quando artisti, scrittori e registi
dovrebbero fare tutto il possibile per fermarlo”. Sebbene “sia
stata profondamente turbata dalle posizioni assunte dal governo
tedesco e da diverse istituzioni culturali tedesche sulla
Palestina, ho sempre ricevuto solidarietà politica quando ho
espresso al pubblico tedesco le mie opinioni sul genocidio di
Gaza – ha aggiunto -. Se i più grandi registi e artisti del
nostro tempo non possono alzarsi e parlare di questo
apertamente, sappiano che la storia li giudicherà. Sono
scioccata e disgustata. Con profondo rammarico, devo annunciare
che non sarò presente alla Berlinale”.
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