La diffusione sempre più massiccia
dell’Intelligenza Artificiale tra le nuove generazioni chiede
un’assunzione di responsabilità da parte degli adulti. Alla
vigilia del Safer Internet Day 2026 Telefono Azzurro ha
richiamato l’attenzione sulla salute mentale dei ragazzi
fruitori dell’IA, mentre l’Unicef ha stilato 9 consigli per i
genitori per continuare ad essere educatori anche in quella che
definisce ‘l’era dell’IA’.
Telefono Azzurro ha ricordato che, secondo l’Organizzazione
Mondiale della Sanità, circa 1 adolescente su 7 (14%) tra i 10 e
i 19 anni sperimenta un disagio psichico, spesso non
riconosciuto né trattato e che 1 adolescente su 5 dichiara di
sentirsi solo, con percentuali più elevate tra le ragazze. Dagli
studi è sempre più evidente, ha fatto notare Telefono Azzurro,
una correlazione tra uso problematico dei social network e
sintomi ansiosi e depressivi, alimentati dal confronto sociale,
dalla paura di esclusione e da sentimenti di inadeguatezza.
Secondo i dati di una indagine promossa da Telefono Azzurro in
collaborazione con Ipsos Doxa su ragazzi tra i 12 e i 18 anni,
nel 2025 il 35% dichiara di utilizzare strumenti di IA (come
ChatGpt) tra le attività online svolte più frequentemente. La
conoscenza dei chatbot IA è molto elevata: il 74% del campione
afferma di conoscerli e, dopo una breve spiegazione, il 75%
dichiara di utilizzarli. ChatGpt risulta il chatbot più
utilizzato (83%), seguito da Gemini (36%), Meta AI (27%) e
Microsoft Copilot (7%).
Se l’impiego principale dei chatbot resta legato allo studio,
ai compiti e alla ricerca, emerge anche che il 14% dei ragazzi
dichiara di rivolgersi spesso per ricevere consigli personali,
mentre il 34% lo ha fatto almeno qualche volta. Dal punto di
vista emotivo, l’interazione con i chatbot suscita
prevalentemente curiosità e divertimento, ma il 23% dei ragazzi
dichiara di essersi sentito non giudicato e il 16% meno solo.
Solo il 9% riferisce un’esperienza insoddisfacente. Accanto ai
benefici percepiti, emergono anche i rischi. Il 40% dei ragazzi
segnala una possibile riduzione del pensiero critico, il 35% una
diminuzione delle relazioni sociali reali, il 33% il rischio di
confondere realtà e finzione, il 25% la possibilità di
sviluppare dipendenza.
Quanto al prontuario per i genitori, il primo consiglio
dell’Unicef è quello di ‘iniziare presto’ad introdurre l’Ia nel
mondo dei più piccoli spiegando in modo semplice come funziona,
seguito da “tenere presente i rischi”. Tra gli altri sette
suggerimenti dell’Unicef, c’è ‘mantenere l’Ia nella giusta
prospettiva’ perchè ‘ciò che conta di più è l’ambiente in cui i
bambini crescono e prosperano. Le relazioni, le routine e gli
interessi vengono prima di tutto”.
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