L’ erà non conta per due artisti
capaci di trasmettere musica ed emozioni. John Scofield e Dave
Holland, fuoriclasse internazionali della scena jazz, dopo tante
esperienze insieme in formazioni e contesti diversi, dalle
collaborazioni con Herbie Hancock e Joe Henderson alla band
ScoLoHoFo con Joe Lovano e Al Foster, si sono finalmente trovati
per la prima volta per un album in duo. Il risultato è una
brillante miscela di sintonia e suggestioni davvero notevoli tra
il chitarrista di Dayton, 74 anni, e il contrabbassista
britannico, 80 anni il prossimo 1 ottobre. Le nove tracce di
‘Memories of Home’, pubblicato dalla Ecm di Manfred Eicher,
etichetta per la quale i due musicisti incidono da tempo, sono
state registrate a New York nell’ estate 2024. ”Non ricordo
quando o come abbiamo discusso per la prima volta di suonare in
duo insieme – dice Scofield -. È stato un bel po’ di tempo fa e
avevamo un intero tour in programma che è stato annullato nel
2020 a causa della pandemia. L’abbiamo fatto a fine 2021 e ha
funzionato bene”. Due anni fa è seguito un secondo tour e
l’idea di registrare, ricorda il chitarrista, è stata una
conclusione naturale. ”Il disco, come i nostri concerti dal
vivo, presenta brani composti da ognuno di noi, alcuni nuovi,
altri vecchi. Condividiamo decenni di riferimenti musicali
comuni. Le somiglianze e le differenze nei nostri approcci
rendono la collaborazione più interessante, credo”. Cinque i
titoli firmati dal Scofield, a cominciare da Icons at the fair,
che apre il disco evocando Miles Davis, al quale il musicista fu
accanto dal 1982 al 1985 e Holland molto prima, tra il 1968 e il
1970. Tra i brani, Mister B. di Holland è dedicato a Ray Brown,
il suo primo eroe del contrabbasso, e risale all’ album Point of
View del 1998 registrato dal musicista nel 1998 con il suo
quintetto. Mine Are Blues, di Scofield, è indicativa della loro
ottima intesa in particolare nella lunga e sequenza all’
unisono che apre e chiude il brano. I due vecchi amici mostrano
in ogni passaggio una varietà di idee e una capacità di
improvvisazione di grande effetto, negli scambi dei brani più
sostenuti, nei blues o nei momenti più lirici come Easy for You
e Memories of Home in cui gli assoli hanno in comune una chiara
cantabilità. L’album è stato premiato alla fine dello scorso
gennaio come miglior disco internazionale 2025 a pari merito con
My Life Matters di Jonathan Blake nel referendum della rivista
Musica Jazz.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA





