Sono arrivati da tutta Italia,
nonostante gli impegni e le difficoltà di spostamento, i
caregiver (coloro che si prendono cura di un familiare con
disabilità) che questa mattina si sono trovati in piazza Santi
Apostoli a Roma per protestare contro il disegno di legge
Locatelli, che prevede un bonus di 400 euro mensili ai familiari
conviventi con un carico assistenziale di almeno 91 ore
settimanali, un Isee fino a 15.000 euro e un reddito annuo non
superiore a 3.000 euro. ‘No all’elemosina di governo’, ‘siamo
lavoratori a nero dello Stato’, ‘tutto sulle spalle delle
famiglie’, si legge sui cartelli dei manifestanti. “Dov’è oggi
la ministra per le disabilità Locatelli?”, incalza il delelgato
dell’associazione Caregiver familiari uniti per la Campania,
Davide Amati. “Noi non siamo contro il ddl a prescindere –
aggiunge -, siamo per una legge buona per tutti. Il nostro
lavoro è di 24 ore al giorno, chiediamo il giusto riconoscimento
e soprattutto i nostri diritti”.
Presenti in piazza anche alcuni parlamentari dell’opposizione.
“È una legge fuffa, fatta per prepararsi alle prossime elezioni,
guardando ai 7 milioni e mezzo di caregiver che ci sono in
Italia”, sostiene il deputato del Movimento 5 stelle Andrea
Quartini. Sulla stessa linea anche Marco Furfaro, deputato del
Pd, che bolla il testo come “una proposta di propaganda che darà
briciole a pochissimi caregiver”.
“Avevamo iniziato un lavoro in Parlamento per definire nuove
norme giuridiche di riconoscimento e sostegno alla delicatissima
e importante figura del caregiver, ma il governo è intervenuto
con il Ddl Locatelli che è del tutto insufficiente”, ha spiegato
poi Luana Zanella, capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra alla
Camera, intervenendo alla conferenza stampa organizzata a
Montecitorio dai Caregiver familiari uniti, che hanno presentato
il documento con le richieste avanzate dalla categoria alle
istituzioni. Tra queste, il riconoscimento del caregiver come
lavoratore, con retribuzione congrua, contribuzione
previdenziale piena e accesso alle tutele sociali e
assistenziali. Richiesto inoltre il superamento del criterio
dell’Isee per l’assegnazione dei bonus. È stata poi annunciata
la consegna al Presidente della Repubblica e alla Presidente del
Consiglio di una petizione per il riconoscimento professionale
del caregiver, che ha raccolto, finora, 8mila firme.
Tra le richieste dell’associazione, anche quella di intervenire
sugli effetti dello stress cronico derivante dall’attività di
cura, il cosiddetto burden (fardello). “Questo stress può
portare ad un calo delle difese immunitarie, allo sviluppo di
sintomi psichici come ansia e depressione e a un generale
peggioramento della qualità di vita. Non sarebbe il caso di
inserire nella legge che ci riguarda un ampio articolo sulla
prevenzione di questo fenomeno?”, ha affermato la portavoce
nazionale dei Caregiver familiari uniti, Alessandra Corradi.
Durante la conferenza sono stati presentati anche i risultati di
un sondaggio da cui emerge che 9 caregiver su 10 sono fuori dal
mercato del lavoro per effetto diretto della cura; circa il 60%
di chi si occupa di un familiare disabile non riceve alcun
sostegno economico e che la quasi totalità dei caregiver
(l’89,3%) è donna.
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