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Sale la spesa sanitaria pubblica a 186 miliardi nel ’24, quella privata sostenuta dai cittadini oltre i 46 miliardi

di Il Corriere Cultura - Redazione
25/01/2026
Sale la spesa sanitaria pubblica a 186 miliardi nel ’24, quella privata sostenuta dai cittadini oltre i 46 miliardi

Cresce ancora la spesa sanitaria italiana, anche se quella privata continua ad aumentare più della pubblica. Nel 2024 la spesa pubblica ha toccato quota 139,4 mld (+4,9% rispetto al 2023) cui vanno sommati altri 46,4 mld di spesa out of pocket (+7,7%) da parte dei cittadini, per arrivare alla cifra di quasi 186 miliardi di euro. È quanto emerge dall’ultimo rapporto della Ragioneria generale dello Stato sulla spesa sanitaria – secondo una elaborazione di ‘Quotidiano Sanità’ – che segnala anche le enormi difficoltà delle Regioni. Sono 16 quelle che chiudono i conti in rosso.     A crescere sono soprattutto le voci relative al personale (+4,6%), farmaceutica diretta (+11,8%), beni e servizi (+9,3%), farmaceutica convenzionata (+3%), assistenza medico-generica (+3,5%) e acquisti da privato (+1,9%). Parallelamente, aumenta la spesa a carico diretto dei cittadini, che nel 2024 ha raggiunto livelli record pari a 46,4 miliardi: la spesa sanitaria privata presenta una variazione del +7,7 per cento rispetto ai valori dell’anno precedente. Circa la composizione della rilevazione della spesa sanitaria privata per tipologia di spesa, nel 2024, le spese per visite specialistiche ambulatoriali e interventi, in linea con gli anni precedenti, continuano ad avere un peso prevalente (47,5 per cento) sul totale della spesa sostenuta dai privati. Anche per l’anno 2024, tra l’altro, la rilevazione della spesa sanitaria privata per visite specialistiche ambulatoriali e interventi chirurgici proviene prevalentemente da medici odontoiatri (pari a circa il 27,2 per cento).     Tra il 2015 e il 2024, la spesa sanitaria pubblica è passata da 111.113,6 a 139.445,4 milioni di euro, equivalente a un incremento medio annuo del 2,6 per cento (nell’ultimo anno la crescita è stata del 4,9%). Tutte le annualità considerate rilevano incrementi di spesa. Nello specifico, il persistente aumento, osservato nel decennio in esame, è contraddistinto da un’accelerazione tra il 2020 e il 2021 per via dei maggiori costi connessi con la gestione dell’emergenza sanitaria da Covid-19 .     Continua inoltre a salire il disavanzo delle Regioni, che nel 2024 si è attestato a 2,572 miliardi (il dato più elevato degli ultimi 10 anni). Analizzando i dati emerge come siano ben 16 le Regioni con i conti in rosso e che hanno dovuto mettere mano a risorse proprie per chiudere i bilanci. Negli anni precedenti vi erano meno regioni in tale stato. 
La Porta (Fdi), ‘Toscana maglia nera per deficit. Presenterò interrogazione’ 
“Quasi il 10 per cento del disavanzo nazionale relativo alla spesa sanitaria è toscano: 244,4 milioni di euro su 2,57 miliardi di euro complessivi. Il peggior risultato tra le Regioni”. È quanto emerge dal report della Ragioneria generale dello Stato sul monitoraggio della spesa sanitaria, secondo quanto riferisce Chiara La Porta, capogruppo di Fdi in Regione.”Numeri che allarmano – commenta l’esponente di Fratelli d’Italia -. La Toscana è maglia nera nella gestione della spesa sanitaria, confermando il triste primato dell’anno scorso. In due anni il disavanzo è aumentato di quasi 172 milioni di euro, passando dai 72,5 milioni del 2022 alla cifra mostruosa del 2024. E questo nonostante l’aumento dell’aliquota Irpef di due anni fa, che ha portato nelle casse regionali oltre 200 milioni di euro all’anno. Soldi che se fossero stati indirizzati interamente alla sanità, come il presidente Giani fece credere, certo non avrebbero prodotto l’enorme deficit toscano”, aggiunge la capogruppo annunciando un’interrogazione.”L’aumento dell’aliquota, che anche in questo caso colloca la Toscana sul podio, venne giustificato come vincolato al riequilibrio dei conti della sanità. Di fatto, di fronte alla loro conclamata incapacità di governare, misero le mani delle tasche dei cittadini per scongiurare il commissariamento. Ma evidentemente non è bastato, perché in sostanza hanno continuato a versare acqua in una vasca con tante falle. O forse quei 200 milioni di euro non stati interamente destinati alla sanità.Quel che è certo è che i conti non tornano: il presidente Giani e la Giunta regionale hanno il dovere di dire se tutte le risorse aggiuntive provenienti dall’aumento Irpef sono state impiegate per la sanità, e in caso contrario che strada ha prero una parte di quei soldi” conclude La Porta.

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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